STORIA E GEOGRAFIA DELLA VAL RENDENA

La Val Rendena

La Val Rendena si estende lungo una ventina di chilometri dal paesino di Verdesina fino ai 1.650 m. di Campo Carlo Magno. È inserita in una realtà naturale di incomparabile bellezza, quella del Parco Naturale Adamello-Brenta: d’estate i pascoli fioriti si alternano alle interminabili distese di boschi che fanno da cornice alle cime, ai ghiacciai perenni della Presanella e dell’Adamello ad ovest, alle guglie di roccia delle Dolomiti di Brenta ad est.

Lungo le sue valli laterali, misteriose e selvagge, la Val San Valentino, la Val Borzago, la stupenda Val Genova e la Val Nambrone, la Val Brenta e la Val d’Agola, la Rendena si apre a scorci impensabili su cime e vette maestose. In questo perfetto ecosistema, non turbato dalla presenza dell’uomo, la fauna è ricca di presenze rare: fra queste gli ultimi eccezionali esemplari di orso alpino.

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Cenni di Storia della Val Rendena

La storia della Val Rendena ebbe inizio durante l’età del bronzo, epoca in cui avvennero i primi insediamenti umani tutt’ora riconoscibili nei castellieri comunitari di Massimeno, Giustino, Pelugo e Verdesina. La valle fu abitata da popolazioni celtiche e retiche che successivamente furono coinvolte nel processo di Romanizzazione del territorio. Per l’Alto Medioevo la documentazione non consente riscontri puntuali, al punto da confondersi con la leggenda ed i racconti della tradizione orale.
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L’emigrazione
 
L’emigrazione è un capitolo che ha segnato la storia della Val Rendena.
L’esodo di migliaia di suoi abitanti è continuato fin dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il boom economico ha avuto riflessi anche in valle, portando sempre più corposi flussi di turisti e favorendo un miglioramento nelle condizioni di vita della popolazione residente.
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L’economia di un tempo
 
Alla fine del secolo scorso all’imbocco della Val Genova, a Carisolo, era in attività la “fabbrica dei vetri”, la vetreria, della famiglia Bolognini, le cui strutture si sono conservate fino ad oggi. L’economia della Rendena era tuttavia dominata da ben altre forme produttive: la lavorazione del legno (artigianato e piccola industria), l’allevamento e commercio di bestiame, una scarsissima produzione agricola (soprattutto di patate).
In valle nel 1712 furono importate dalla Svizzera delle vacche capostipite della razza Rendena, particolarmente adattabili al terreno povero e ricche di latte, razza oggi tra le più rinomate ed importanti.
 


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